La nascita

Bisogna tornare molto indietro, alla fine degli anni ‘60. Forse l’embrione di quello che sarebbero stati i Tenaci è nato lì, nella contrada di Caravaggio in quel di Fiorenzuola d’Arda in provincia di Piacenza, quando, da ragazzini con le bici da cross, io  Fafo e Macho in compagnia di altri amici, ci divertivamo a scorazzare lungo il greto del torrente Arda tornando a casa sudati, sporchi e graffiati, ma con un sorriso che cingeva le orecchie, mentre fuori dal nostro mondo scoppiava il ‘68, l’uomo sbarcava sulla luna, iniziavano gli “anni di piombo” ed un gelato costava dieci lire.

Poi si sa, con l’età cambiarono gli interessi, le prime cotte, il motorino, le scuole superiori, le nuove amicizie, e tutto quel mondo a contatto con la strada e la natura venne travolto.

 

 

Circa vent’anni dopo.

1987, siamo in piena epoca della “Milanodabere”, delle discoteche, del Drive-In, un periodo in cui al bar bisogna andarci in moto o in auto anche se devi fare solo 200 metri, perché c’è l’esigenza di mostrare e di mostrarsi.

Agosto, io e Macho siamo a Cervinia per qualche giornata di sci, quando, di rientro dalle piste passando davanti ad un negozio di articoli sportivi, notiamo alcune bici “strane”; ci fermiamo, le guardiamo, le riguardiamo, ci fissiamo negli occhi e:

Dai, oggi veniamo indietro e le noleggiamo!!!!!”.

E così fu!

Immediatamente si trasformò nel divertimento di tutti i pomeriggi al rientro dalle piste fino alla fine della vacanza. Iniziammo con il voler risalire da Cervinia verso Plain Maison ma la pretesa era eccessiva così preferimmo prendere la funivia per risalire fino a circa 3000 mt. di quota per poi ridiscendere a Cervinia. Una settimana di avventure, di passaggi acrobatici, di voli paurosi, di grande divertimento.

L’embrione stava prendendo di nuovo forma.

Settembre, riproviamo a Madonna di Campiglio sempre con bici a nolo, questa volta senza funivia, per risalire fino al Grostè. Una faticaccia ma riusciamo nell’intento in compagnia di altri due amici.

Dicembre, decido di fare il primo passo comprando la prima Mountain Bike prodotta dalla Bianchi, color celeste, una meraviglia allora, archeologia industriale oggi.

1988, è l’inizio dell’estate quando convinco Butto a ripetere l’esperienza di Madonna di Campiglio dell’anno precedente.

Poi, complice la moto ed un paio di viaggi in Africa (‘88 e ‘89), ci prendiamo una pausa.

1990, l’affermazione dell’Integralismo Islamico e le scorribande dei Tuareg ai danni dei turisti  nei paesi sahariani mette fine ai nostri viaggi in terra d’Africa ed il rifiuto di quel mondo fatto di ostentazione ci fa ritornare alle origini, vogliamo riassaggiare il contatto con la natura ormai perso dai tempi di “Caravaggio” e con la Mountain Bike possiamo rientrarci in punta di piedi.

Marzo, io e Macho coinvolgiamo Vige.

Le uscite non sono più sporadiche ma diventano sistematiche il sabato pomeriggio o la domenica mattina.

Maggio, veniamo a sapere che anche Fafo ha comprato una Mountain Bike, è come gettare benzina sul fuoco.

Nello stesso mese, tramite varie peripezie e complice la sua ragazza faccio la conoscenza del Rag. Rossi e di Lurens, che sono un po' come “Gianni e Pinotto” ma si dimostrano subito di buona compagnia.

Agosto, nasce il primo Raid sulle montagne della Val Nure, Val Trebbia e Val d’Aveto, in tenda e pulmino al seguito.

Settembre, sul lungo Arda incontriamo il Professore, non lo conosciamo se non di vista, ma subito si aggrega.

Le uscite sono ormai puntuali e sistematiche la Domenica mattina.

Ottobre, Gigi sta cercando persone per uscire in Mountain Bike, si presenta da Vige (suo vicino di casa), chiede se può uscire con noi, fa qualche uscita solitaria con Makalù, fino a che si presentano entrambi alla partenza. Dopo poco anche il fratello di Makalù, Lele, entra nel gruppo.

Sempre in ottobre anche Butto si ripresenta dopo circa due anni di assenza, trascinando con sè Billy.

Novembre, tramite “l’uomo del Ponte” (cicli Cigala), conosco il Tasso, il quale si presenta proprio come uomo tutto d’un pezzo: “pùtost che stà indrè a dènt al manubrio!” (“piuttosto che restare dietro morsico il manubrio”)

Questo colorito gruppo di varia estrazione si ritrova ad uscire tutte le Domeniche con un unico obiettivo, divertirsi in Mountain Bike seguendo lo spirito che anima chi attraversa luoghi solitari: “nel deserto non conta chi sei”.

Così in una umida mattina dell’autunno ‘90, esattamente il 18 Novembre 1990, davanti a una bottiglia di vino e ad un vassoio di salumi decidiamo:

e se ci chiamassimo TENACI?!

Ecco, qui ha inizio la nostra storia.