Tagli del percorso: Sono indicati sulla tabella altimetrica e sulla cartina del percorso con la lettera “T”. - E' possibile inoltre evitare tutta la prima parte del percorso ed innestarsi direttamente a Villabassa percorrendo la ciclabile da San Candido a Villabassa: si evitano mt. 1.000 di dislivello.
Note
1 PUNTI DI INTERESSE: innumerevoli (vedi “Fatti non foste…).
2 TIPO DI PERCORSO: scorrevole principalmente su sterrate e qualche sentiero tecnico
Carta consigliata
KOMPASS scala 1:25.000 - n.625 Dolomiti di Sesto - n.635 Alta Pusteria
Valutazione
Percorso x x x x x - Paesaggio x x x x x x insufficiente – xx sufficiente – xxx discreto – xxxx buono - xxxxx ottimo
Data svolgimento: 26 Giugno 2010
Val Pusteria
La Val Pusteria o Valle Pusteria (in tedesco Pustertal, in ladino Val de Puster) è una valle delle Alpi orientali, situata tra Alto Adige (Italia) e Tirolo Orientale (Austria), nella direzione est-ovest tra Bressanone e Lienz. La stretta valle è percorsa dalla Ferrovia della Val Pusteria, dalla Strada Statale 49 della Pusteria, dalla Rienza e, quasi sempre parallelamente a queste, c'è la pista ciclabile della Pusteria. La parte italiana corrisponde amministrativamente al comprensorio della Val Pusteria, istituito nel 1969, con capoluogo Brunico. Ne fanno parte 26 comuni con complessivamente 73.000 abitanti ed un territorio di 2.071 km².L’Alta Pusteria nelle Dolomiti – Patrimonio Naturale UNESCONell'estate 2009 l’UNESCO ha inserito le Dolomiti nella lista dei più bei paesaggi del mondo. Adesso l’Alta Pusteria con le Tre Cime di Lavaredo, e i parchi naturali di Fanes-Senes-Braies e Dolomiti di Sesto sono state dichiarate Patrimonio Naturale UNESCO e riconosciute a ragione fra le montagne più belle della Terra. Sono stati i pregi estetici, la straordinaria bellezza, le particolarità geologiche e la ricchezza della flora a convincere la commissione dell’IUNC.
Villabassa Il paese circondato da verdi prati e boschi è situato nel cuore dell'Alta Pusteria tra le meravigliose montagne delle Dolomiti. Vanta un clima particolarmente salubre e mite degno di una stazione climatica. Grazie ai numerosi giorni di sole e il clima particolarmente mite è meta ideale per una vacanza in ogni stagione dell'anno. Una stazione climatica tra le Dolomiti che vanta una lunga tradizione turistica. Villabassa è stata infatti una delle prime località turistiche della Val Pusteria. Molti sono gli ospiti famosi e personalità illustre che hanno soggiornato a Villabassa. Edifici storici, tradizioni e usanze religioseAlcuni edifici sono particolarmente degni d'interesse. Tra questi sicuramente il Municipio e il Palazzo Wassermann, molte chiese e cappelle, la Parrocchiale di Santo Stefano con la Cappella di Sant'Anna e la Cappella Mortuaria, la Cappella dell'Ospedale della Santa Trinità, ecc. e' visibile e palpabile: la religione in Alta Val Pusteria é alla base di tradizioni, usanze e cultura. Esempi: "Kirtamichl"La sagra di paese, a Villabassa si tiene la terza domenica del mese di ottobre, è l'anniversario della consacrazione della chiesa e viene festeggiata sia in chiesa che anche in paese. Grande importanza veniva e viene data ancora oggi alla preparazione delle pietanza per la sagra. Il pranzo della sagra in Val Pusteria inizia di norma con una minestrina con i "Würstel", seguita dai canederli, poi viene l'arrosto di capocollo o maiale ed infine i "Niggilan" - dolci lievitati e fritti all'anice e cumino - che vengono imbevuti di acqua zuccherata o di miele e ricoperti di papavero. E per finire in bellezza i "Krapfen della sagra" con il caffé oppure i "biscotti all'anice". Una tradizione pagana mantenuta fino ai giorni nostri è l'innalzare il "Kirchtagmichl". Non è possibile stabilire a quando risale esattamente l'usanza. Normalmente i ragazzi della gioventù contadina si ritrovano al venerdì in un fienile per fare il "Kirchtamichl", il Michele della Sagra. Viene costruito un pupazzo di paglia dalle dimensioni umane, con la camicia bianca, i pantaloni di pelle e una giacca. Manca solo ancora il cappello a falda larga. In una mano un "Kirchtagkrapfen" e nell'altra una bottiglia di vino. Il sabato il "Michl" viene legato al tronco, a cui precedentemente viene tolta la corteccia e che viene insaponato. Al suono della fisarmonica, con gli scoppi dei cosiddetti "Pöller", il tronco viene innalzato. Durante la notte tra il sabato e la domenica viene sorvegliato, affinché non venga rubato dai ragazzi dei paesi vicini. Nel caso riuscisse loro a rubarlo, questo sarebbe una vera vergogna. Nel tardo pomeriggio della domenica il "Michl" viene riportato a terra (in altri tempi veniva portato da osteria a osteria e poi sepolto). Il tronco viene il più delle volte messo all'asta e il ricavato va a coprire le spese o dato in beneficenza
Dobbiaco La porta sulle Dolomiti, nome che deriva dalla magnifica vista panoramica sulle Tre Cime di Lavaredo, è situata in prossimità delle delle vette dolomitiche più suggestive e più belle. Il paese vanta un clima particolarmente salutare ed offre innumerevoli possibilità di praticare sport in ogni stagione dell'anno. Completa l'offerta la varietà culturale che culmina nelle Settimane Musicali Gustav Mahler. Da non dimenticare poi tutte le manifestazioni legate alle usanze e tradizioni sempre vive della popolazione e il santuario di Santa Maria. Dobbiaco giace in una posizione strategica, essendo situata sull'incrocio tra le più importanti vie di comunicazione che portano da Venezia fino alla Baviera e dalla Valle dell'Adige alla Valle della Drava.Dobbiaco è divisa in due parti dallo spartiacque alpino della sella di Dobbiaco ed è inoltre bagnata dal fiume Drava: questo nasce a est del paese e, pur essendo ancora, a poca distanza dalla sorgente, un modesto rigagnolo, ha la particolarità di confluire nel Danubio, il corso d'acqua più lungo il cui bacino sia compreso (sia pure per un piccolo tratto) nel territorio della Repubblica Italiana. Occupando anche un territorio al di là dello spartiacque, Dobbiaco, benché politicamente italiana, si trova in parte al di là del territorio fisico dell'Italia, che di norma è interamente compreso nel bacino del Mediterraneo (la Drava e il Danubio appartengono invece al bacino del Mar Nero). Altro fiume importante, che scorre ai piedi del paese, è la Rienza, che nasce ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo e, passando per il lago di Dobbiaco, si accinge a percorrere tutta la val Pusteria fino a Bressanone, ove sfocerà nell'Isarco, che a sua volta confluisce nell'Adige. Questo fiume appartiene perciò al bacino del Mare Adriatico.Il paese è suddiviso in due zone denominate "Dobbiaco Vecchia" (Alttoblach), che si trova in posizione maggiormente elevata (1.256 m s.l.m.) e precisamente all'interno della valle San Silvestro (l'omonimo rio è un affluente della Rienza) e "Dobbiaco Nuova" (Neutoblach), sorta agli inizi del Novecento in prossimità della stazione ferroviaria e costituita proprio a cavallo della sella. Le due zone sono nettamente separate dal transito della statale della Pusteria.Il territorio comunale ha una superficie complessiva di 126,33 km², di cui 11,5 km² sono occupati da insediamenti abitativi. Sotto l'aspetto geologico, il paese di Dobbiaco si trova sulla Linea Pusterese che è quanto dire al confine tra le Alpi Centro-orientali e quelle Sud-orientali. Questa linea comincia a Mules (Alta Valle Isarco), passa al di sopra del lato settentrionale della Bassa Pusteria fino a Brunico, e prosegue a nord del centro della valle, attraversa il lato esterno della Valle di Anterselva, continua in Valle di Casies, e da qui attraverso la località Frondeigen/Franadega, Kandellen/Candelle e quindi Prato alla Drava. Alcune aree del territorio comunale di Dobbiaco sono comprese nel parco naturale Dolomiti di Sesto e nel parco naturale Fanes - Sennes e Braies.
San Candido Il paese di San Candido vanta una posizione particolarmente privilegiata all'interno del Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto. Il pittoresco centro storico è circondato da imponenti vette alpine e bizzarre formazioni rocciose che racchiudono numerosi laghi palustri. L'Alta Pusteria è una meta ideale per famiglie e offre una miriade di possibilità per il tempo libero in ogni stagione dell'anno.San Candido ha da sempre affascinato i turisti: non solo per il meraviglioso paesaggio dominato dalle maestose Dolomiti, ma anche, e forse soprattutto, per l'innata cordialità e ospitalità degli abitanti, frutto del perfetto connubio tra vitalità mediterranea e solidità tirolese. San Candido è situato al di là dello spartiacque alpino, poiché attraversato dal fiume Drava, immissario del Danubio. San Candido e la vicina Sesto sono quindi tra i pochi comuni italiani non facenti parte dell'Italia in senso geografico perché appartenenti al bacino idrografico del Danubio.Il toponimo è attestato come India, Inthinga, Intima nel 769 e deriva forse dal nome di persona latino Indius attraverso una forma *Intica. Il nome italiano San Candido è stato dato, accogliendo solo in parte il suggerimento di Ettore Tolomei (che aveva proposto San Candido alla Drava) da quello del compatrono della collegiata dove al di sopra dell'altare c'è un grande crocifisso ligneo, accompagnato da due santi: San Candido e San Corbiniano.
Sesto Si colloca a 1.310 m s.l.m. allo sbocco della Val Pusteria. Ai piedi delle magnifiche Tre Cime di Lavaredo, il paese offre un'immensa palestra di roccia, fantastici comprensori sciistici e anelli per lo sci di fondo, percorsi per mountainbike che conducono a idilliaci laghi di montagna e torrenti, luoghi d'interesse storico-culturale, nonché la possibilità di gustare ottime specialità culinarie in ristoranti rinomati oppure semplici locande tradizionali. Sesto si trova nell’omonima valle che si dirama dalla Val Pusteria a San Candido e si estende fino al Passo Croce. Due sono le valli laterali appartenenti al comune: la Val Campo di Dentro e la romantica Val Fiscalina. A nord Sesto confina con il Tirolo Orientale e le Alpi Carniche, mentre a sud si estendono le Dolomiti di Sesto con la “Meridiana di Sesto” con le cime Nove, Dieci, Undici, Dodici ed Una. Punto di partenza ideale per escursioni nelle Dolomiti è la Val Fiscalina, da dove si parte p.es. per i Laghi dei Piani e al Rifugio Locatelli, offrendo una splendida vista sulle Tre Cime di Lavaredo. Altrettanto impressionante è un’escursione attorno alle Tre Cime. Inoltre Sesto e il parco naturale Dolomiti di Sesto offre ottimi spunti per fotografie, ricordi da portare a casa. Non solo dal punto di vista paesaggistico Sesto merita essere visitato, ma offre anche diverse attrazioni culturali: la chiesa parrocchiale costruita nel 1824 è dedicata ai Santi Pietro e Paolo. Notevoli sono particolarmente gli affreschi “Danza della Morte” presso il cimitero di Sesto, una delle maggiori opere d’arte di Rudolf Stolz, pittore al quale Sesto ha dedicato un museo che mostra oltre 160 delle sue opere. Inoltre a Sesto potete visitare un museo di presepi.
Lago di Braies Il Lago di Braies (in tedesco Pragser Wildsee) è un piccolo lago alpino situato in Val di Braies (una valle laterale alla Val Pusteria) a 1.496 m s.l.m. nel comune di Braies (BZ), a circa 97 km da Bolzano.Il lago giace ai piedi dell'imponente parete rocciosa della Croda del Becco (ted. Seekofel, lad. Sass dla Porta m. 2.810) e si trova all'interno del Parco naturale Fanes - Sennes e Braies.Ha una lunghezza di 1,2 km ed una larghezza di 300-400 metri. È uno dei laghi più profondi della provincia di Bolzano, con ben 36 metri di profondità massima.Il lago è di origine franosa, in quanto la sua creazione è dovuta allo sbarramento del rio Braies per una frana che si è staccata dal Sasso del Signore.
Il titolo potrebbe sembrare fuorviante, ma in realtà tutto ciò che ha composto questa bigiornaliera è stato perfetto. Ed il perché di TEMPESTA è presto detto.
LA TEMPESTA VISIVA. Dolomiti vestite a festa spruzzate di neve fresca che contrastano con il verde scuro degli abeti ed il verde smeraldo dei prati appena rasati fanno si che ovunque ti giri vedi una cartolina. LA TEMPESTA SOLARE. Se la mattina del sabato ci ha offerto una notevole escursione termica anche di 10° a distanza di pochissimi chilometri secondo la presenza di nuvole o meno, nel primo pomeriggio si è aperto definitivamente il cielo regalandoci poi il giorno successivo un cielo limpido con la totale assenza di nuvole e temperatura prossima ai 30°.
LA TEMPESTA CULINARIA. Due giorni di abbuffate serali dove si è apprezzata la cucina tipica locale senza dimenticare la spaghettata in quota di domenica, vera manna.
LA TEMPESTA MUSCOLARE. Mc Gyver è il degno erede di Maraz. In quanto a cotte è secondo solo al progenitore delle cotte Tenaci. Non l’ho mai visto così provato ma mi levo il cappello davanti a tanta Tenacia nel voler compiere tutto il giro, riuscendoci. Per contro mi ha fatto paura quando si è trattato di raggiungere una carraia sotto di noi ed anziché prendere la diagonale si è letteralmente tuffato a perpendicolo sulla strada sottostante, sembrava venisse inghiottito da un buco nero.
LA TEMPESTA INTESTINALE. “Pollicino” Lorenzo da Bibione, suo malgrado, ha lasciato traccia di sè la domenica ad ogni baita incontrata “consegnando” il suo “buon ricordo”.
LA TEMPESTA SFRENATA. E’ quella di Giusy, VERA EROINA, rimasta senza olio nel freno posteriore a metà della prima giornata si è fatta oltre 20 km di discesa su sterrata, a tratti smossa, per chiudere la tappa e, non contenta, è ripartita il giorno dopo per fare 2/3 del giro nelle stesse condizioni. UNA EROINA! LA TEMPESTA DI RISO. La compagnia è stata all’altezza della situazione ed il riso ha abbondato sui nostri volti, nuovi e vecchi, una terapia per tutti.
LA TEMPESTA DI STELLE. Sicuramente qualche escursionista avrà visto delle comete verdi e blu sfrecciare come se non toccassero terra su carraie sterrate ad oltre 60 km/h oppure su FAVOLOSE carraie in terra coperte di aghi di pino ad oltre 40 km/h, ed avrà sicuramente visto le nostre facce all’arrivo di ogni discesa. Per fortuna eravamo dotati di orecchie a fermare il sorriso stampato a 64 denti. LA TEMPESTA DI EMOZIONI. Pedalare in ottima compagnia, con due giorni di sole su un percorso scorrevole e pedalabile alla temperatura ideale in un contesto così bello è oggettivamente difficilmente ripetibile. E ciò mi ha reso ancora più consapevole del fatto che stavamo vivendo un momento che rimarrà nella storia dei Tenaci come unico ed irripetibile. Difficile dimenticare i panorami di Prato Piazza e di Croda Rossa. Trovare di meglio, perlomeno in Italia, è difficile, occorre scomodare altri luoghi della terra così suggestivi, ma bisogna spingersi lontano.
Intanto, questa, la mettiamo in quadro.
Nari
Partiamo dai punteggi : 5 percorso - 5 panorama.
10 per l'autobus che mi raccolto a 3 km da Prato Piazza· in completo stato confusionale mi sono fin dimenticato di chiedere quanto fosse il prezzo tanto sarebbe stato una cosa di minima importanza.
Per il resto abbiamo trascorso un indimenticabile w/e sulle bici con salite tremende, su tutte Baranci e Croda Rossa, ma con dei panorami indimenticabili.
Non mi soffermo a parlare delle discese perchè sempre lunghissime e per la maggior parte su strade bianche che a dire il vero non mi hanno dato il tempo di guardarmi in giro anche se arrivavo in fondo alle discese sempre tra gli ultimi!!!!
Se proprio si vuol rovistare tra le cose non fatte, da tener presente nell'eventualità di un'altra gita fatta nel senso inverso, è la possibilità di fermarsi lungo uno qualsiasi dei fiumi o laghi che abbiamo incontrato e tentare se non un bagno quantomeno un pediluvio perchè un'acqua così trasparente è troppo invitante; per dare un idea a San Candido, oltre al fiume che attraversa il paese, c'è un piccolo canale somigliante ai canali di irrigazione che si trovano nei nostri campi, c'erano le trote !!!
Concludendo ne è valsa proprio la pena, ovviamente la compagnia, gli scherzi e le battute sempre pronte rendono possibile queste faticate che non sarebbe possibile fare senza tutto questo.
Fafo
Buongiorno a tutti, oltre ad assegnare il massimo dei voti a questa bigiornaliera. 5 al percorso tutto pedalabile (per chi ne ha) 5 al panorama chiudo il mio commento con una frase di un compagno di viaggio che di montagne se ne intende:
" ...LA PIU' BELLA BIGIORNALIERA DEGLI ULTIMI 20 ANNI..."
Giusy
MENO MALE· CHE ALLA BIGIORNALIERA PIU BELLA DEGLI ULTIMI 20 ANNI C'ERO. SENZA FRENI MA C'ERO. PUNTEGGIO MASSIMO A TUTTO, MONTAGNE, LAGHI FIUMI, NEVE, SOLE, NUVOLE, PAGLIA E FIENO , FINFERLI, SPEK E RAFANO. UN PARTICOLARE RINGRAZIAMENTO ALL'AUTISTA DEL PULLMAN E ALL'AMICO GEOMETRA SPARPAGLIONE PER IL SALAME. GRAZIE A TUTTI PER LA COMPAGNIA E LA DISPONIBILITA.
La Serpe
che dire, confrontandoci durante il percorso ci chiedevamo che punteggio si potrebbe dare a questa bigiornaliera e c'era quasi unanimità nel proporre un "fuori classifica", ma lasciatemi pensare che in qualche parte del mondo nulla esclude che troveremo anche di meglio, quindi percorso 5, panorama 5, compagnia 5. Un plauso a tutti i partecipanti per l'armonia che è stata ben presente durante tutte le giornate, sia in bici.......che a tavola! Un complimento particolare a Giusy che sbuffando, spingendo, anche se mutilata di un freno, è sempre arrivata con il sorriso sul volto. BRAVA GIUSY !!
"Pollicino" Lorenzo
Voto 5 a tutto meglio di così non si poteva chiedere! le Dolomiti sono una cosa spettacolare! sicuramente il più bel week end in mtb di sempre a distanza di quasi tre anni ho potuto pedalare nuovamente assieme ai Tenaci un gruppo di persone incredibili. Ciao a tutti alla prossima.
Cesco
Per iniziare vorrei ringraziare un vecchio amico di Alessandro (la Serpe), un ·tale che di cognome fa marfy o marfi·o marfhy o fatevelo dire da lui, che si dice in giro sia uno iettatore (in special modo con la meteorologia) ma che questa volta ci ha regalato un due giorni da favola. Ma veniamo al giro : CHE SPETTACOLO saranno un ventina di anni che non si faceva una bigiornaliera cosi, gente allenata che non si ferma davanti a niente,·affiatata, omogenea, che non si fa aspettare sulle salite e sulle discese anche senza freni rischiando “qualcosina”, e infine quando arriva il momento di mangiare non ha rivali. Mi spiace solo per SUPER MARIO E ANGELO·che si sono persi la parte più bellissima del giro.
La mia votazione è 5 per il percorso e 5 e lode per il paesaggio.