| Febbio - Monte Cusna (Reggio Emilia - Emilia Romagna) |
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Questo lo facciamo con la macchina:
Questo lo facciamo con la bici:
Descrizione del percorso
Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche svolgendosi quasi interamente su strade bianche, a parte un tratto di circa 4 km a fondo naturale nel bosco con diversi tratti in cui bisogna spingere la bici per la presenza di forti strappi. Questo tratto lo si trova subito all’inizio dopo circa 4 km. Dal centro di Febbio, posto ai piedi del versante settentrionale del M.te Cusna, si segue la strada asfaltata per 500 mt. fino al bivio per l’Alpe di Cusna e si svolta a sinistra. In breve la strada porta al piazzale della seggiovia della stazione sciistica (Rescadore). Si prosegue sulla strada principale fino al ponte sul fosso della Piella a mt. 1172 dove finisce l’asfalto. La strada ghiaiata sale in terreno morenico e porta a Pian Vallese a mt.1289. Lasciato a destra il sentiero n.615 che porta al rif.Battisti, si oltrepassa la sbarra e si percorre la bella radura corrispondente ad un antico bacino lacustre. Al termine della strada ghiaiata, proseguire diritti per traccia a fondo naturale a fianco della staccionata. Passato un fosso (presa acquedotto) si prende a sinistra un’erta mulattiera che obbliga per un breve tratto a scendere di sella. Attraversando il fitto bosco ai piedi del M.te Vallestrina il percorso alterna ripide salite a saliscendi e a lunghi tratti in mezzacosta. A quota mt. 1350 la traccia fin qui seguita sbuca in un pianoro e incontra una strada in terra battuta che si segue sulla sinistra. Dopo 300 mt. circa prendere la biforcazione a destra in salita (segnavia giallo-blu). Al successivo bivio voltare a sinistra per una mulattiera che si inerpica nel bosco (alcuni strappi impongono di spingere la bici a mano) fino a sbucare in una radura con manufatto d’acquedotto e fonte a quota mt.1420. Percorsi altri 500 mt., ad un bivio si svolta a destra fino allo spartiacque da cui ci si affaccia sulla valle del Dolo. Si giunge in breve ad una radura con un grande ciliegio ed un vecchio casello abbandonato. Qui si svolta a sinistra ed in breve e ripida discesa tra le frasche si arriva alla strada bianca proveniente da Civago, che si segue prendendo a destra in salita costeggiando il versante orientale dei monti Vallestrina e Ravino. Una volta aggirato il monte ci si dirige nella valle del torrente Lama al cui attraversamento si trova una sbarra. La forestale risale l’altro versante e dopo cento metri conduce ad un bivio: si prende a destra seguendo l’indicazione per il rif.Battisti. Siamo al centro dell’imponente Abetina Reale che si risale fino a giungere alle zone aperte e agli ultimi macchioni di faggi che portano a Lama Lite, ampia sella tra la dorsale del M.te Cusna e M.te Prato. Lasciata a destra la deviazione per il vicino rif.Battisti, la strada prende in discesa la valle del torrente Ozola attraversando inizialmente le potenti stratificazioni di arenarie dello sperone settentrionale del m.te Prato fino ai bordi della conca di origine glaciale della Bargetana con l’omonimo rifugio. La discesa prosegue sul versante sinistro della valle fino al ponte sull’Ozola mt.1495; da qui si passa sul versante sotto il M.te Cusna incontrando una bella faggeta d’alto fusto. Oltrepassato nuovamente il torrente Ozola in località Presa Alta (bacino idroelettrico ENEL), la strada sale leggermente fino all’attraversamento del rio Rima. A quota mt. 1250, ci si immette su un’altra strada bianca a destra, in discesa. Ormai siamo in vista di Ligonghio. La forestale termina sulla strada asfaltata poco sopra la frazione di S.Rocco che conserva un pregevole oratorio del Cinquecento. Dopo poche centinaia di metri si giunge al paese di Ligonchio a mt.970, importante centro ricco di storia la cui rocca è menzionata già in un documento del 1164 come possedimento del monastero di Frassinoro. Due km più sotto, passata la centrale dell’ENEL, svoltare a destra per Villa Minozzo ancora in discesa fino al ponte a quota mt.820, posto alla fine della spettacolare gola dell’Ozola. Da qui la strada sale leggermente lasciando sulla destra il bivio per Casalino. Si abbandona la provinciale per seguire a destra l’indicazione per Montecagno, raggiungendo in breve il centro del borgo a mt.950. Alla fine del paese, svoltando a destra si raggiunge la chiesa, la si oltrepassa e si imbocca la strada bianca sulla destra. Siamo in direzione del Passo della Cisa, ben visibile in alto, a destra del M.te Prampa. Giunti ad un grosso quadrivio a quota mt.1161 si segue la strada di destra che sale, tra faggete, radure e zone di macigno, fino al passo della Cisa a mt.1530. Da qui si ritorna nell’ampia conca del versante settentrionale del M.te Cusna. In fondo alla discesa prendere a destra e, poco dopo, in prossimità del borgo di MonteOrsaro mt.1236 svoltare a sinistra su strada asfaltata per raggiungere in breve Febbio.
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